STUDIO OCULISTICO

DOtt. G. Rapisarda
Dott. C. Rapisarda

  • ecografia
  • visita oculistica oct
  • campo visivo computerizzato

Interventi e Trattamenti Laser

Intervento chirurgico per cataratta

La cataratta è un’opacizzazione della lente naturale contenuta nei nostri occhi (cristallino).

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Ci sono diversi tipi di cataratta: tutti sono dovuti a modificazioni nella composizione chimica del cristallino le quali comportano una riduzione della sua trasparenza. Le cause di queste alterazioni possono essere molteplici: di solito è l’invecchiamento, ma possono essere anche traumi oculari, malattie oftalmiche o sistemiche (come il diabete), difetti ereditari o congeniti. Il normale processo di senescenza può causare l’indurimento del cristallino e la sua opacizzazione: si tratta della cataratta senile, il tipo più comune. I bambini, similmente agli adulti, possono sviluppare invece la cataratta congenita (ereditata). I traumi oculari possono causare la cataratta in soggetti di qualsiasi età. Traumi perforanti, ferite, calore intenso o traumi chimici possono danneggiare il cristallino e determinare l’insorgenza di una cataratta traumatica. Anche alcuni farmaci, tra cui i cortisonici, possono favorirne l’opacizzazione.

I sintomi che più comunemente vengono riferiti sono: visione offuscata oppure visione doppia, ipersensibilità alla luce (fotofobia) e abbagliamento, percezione dei colori meno vivida, necessità di cambi frequenti nella prescrizione degli occhiali.

Come si diagnostica?

Di solito la cataratta viene diagnosticata con l’ausilio di specifici strumenti. È opportuno effettuare una visita oculistica completa. Lo specialista esaminerà l’occhio per determinare il tipo, le dimensioni e la sede dell’opacità del cristallino. La parte posteriore dell’occhio potrà inoltre essere esaminata con uno strumento (oftalmoscopio) per valutare se ci siano ulteriori alterazioni oculari che potrebbero contribuire alla riduzione della qualità visiva. Presso lo studio oculistico Rapisarda sono presenti gli strumenti di ultima generazione: ecografia e biometria (calcolo del potere del cristallino artificiale), OCT, perimetria (campo visivo), pachimetria (spessore corneale)

Come si cura?

Quando la visione diventa insufficiente, allo stato attuale l’unico trattamento è l’asportazione chirurgica: si procede generalmente con la tecnica della facoemulsificazione, che consiste nella frantumazione del cristallino attraverso l’emissione di ultrasuoni; poi si procede all’aspirazione di tali frammenti di cristallino. Dopodiché si impianta una piccola lente artificiale (IOL). L’intervento si esegue in anestesia locale o topica. Attualmente il recupero successivo all’operazione è molto più rapido, sia perché si effettuano delle incisioni sulla cornea molto più piccole di quanto si facesse in precedenza (il rischio di astigmatismo post-operatorio è ridotto) sia per il ricorso a una più raffinata tecnica di facoemulsificazione (meno traumatica). Inoltre col femtolaser si possono praticare incisioni più precise sulla cornea e si può iniziare a frammentare il cristallino minimizzando il trauma (utilizzando meno ultrasuoni in una fase successiva) e tagliando in maniera più accurata anche la capsula che lo contiene.

Quando si opera?

La cataratta va operata quando provoca un deficit visivo rilevante in rapporto alla esigenze del singolo o quando il procrastinare l’intervento aumenterebbe i rischi operatori legati a una maggiore resistenza del cristallino.

Quali sono gli accorgimenti da prendere dopo l’operazione?

Si deve evitare di sfregare l’occhio e di dormire sullo stesso lato dell’occhio operato. È importante instillare i colliri prescritti dal medico ed evitare gli sforzi fisici (come sollevare dei pesi). Si consiglia l’uso di occhiali da sole a causa dell’ipersensibilità alla luce (di solito transitoria). Inoltre, è importante sottoporsi ai controlli stabiliti dal medico, poiché è alto il rischio d’infezione nelle due settimane successive all’intervento.

Lo studio oculistico Rapisarda è dotato di tutte le più moderne attrezzature ai fini della preparazione all'intervento (cheratometria ottica, pachimetria, ecografia, biometria e calcolo della lente intraoculare, OCT, perimetria).

L’intervento per cataratta viene eseguito dal Dott. Carlo Rapisarda presso casa di cura Valsalva a Catania in day surgery secondo le più moderne tecniche di microchirurgia oculare

oculista carlo rapisarda
intervento di cataratta
rimozione della cataratta

Cross-Linking

Il cross-linking è una terapia impiegata per trattare il cheratocono, malattia oculare caratterizzata da un indebolimento della cornea. Essendo meno resistente questa tende a sfiancarsi e ad assottigliarsi, assumendo una caratteristica forma a cono (distrofia corneale detta ectasia).

In cosa consiste?

Si rafforza la cornea creando nuovi legami tra le fibre collagene che la costituiscono; così aumenta la sua resistenza meccanica. Questo avviene grazie all’azione di una vitamina, la riboflavina (vitamina B2) che, sottoposta all’azione dei raggi ultravioletti, rende più rigida la cornea stessa.

Chi si può sottoporre a questa tecnica?

Questa tecnica è destinata a pazienti giovani colpiti recentemente dalla malattia (cheratocono in stadio non avanzato ma generalmente in progressione). Per sottoporsi al trattamento, tuttavia, la cornea deve avere delle caratteristiche specifiche (spessore adeguato, opacità di un certo tipo, ecc.). I limiti di età non sono rigidi, poiché sarà l’oculista a dover valutare il singolo caso. La patologia è spesso progressiva, ma tende a stabilizzarsi dopo i 40-50 anni. Quali sono i vantaggi del cross-linking? Diversamente dal laser, che rimodella la superficie corneale, il cross-linking rende la cornea più robusta (in particolare lo strato detto stroma) e ha come obiettivo il rallentamento o il blocco della progressione della patologia. Si hanno anche dei miglioramenti refrattivi dovuti alla minore protusione della cornea che, essendo più rigida, si oppone maggiormente alla pressione dell’occhio; poiché diventa più piatta si riduce l’astigmatismo.

Che tecniche esistono?

Attualmente si effettuano due procedure differenti:

  • tecnica epi-off: trattamento tradizionale con cui viene inizialmente rimosso l’epitelio corneale prima dell’irradiazione della riboflavina con raggi ultravioletti (UV);
  • tecnica epi-on: l’irradiazione avviene senza l’asportazione dell’epitelio corneale; tale tecnica risulta, quindi, più idonea per persone con cornee troppo sottili che non si potrebbero sottoporre alla precedente procedura classica.

Quali sono gli effetti collaterali?

Gli effetti collaterali sono, in generale, molto pochi e sono legati alla procedura.

Nel cross-linking epi-off l’asportazione dell’epitelio corneale può aumentare il rischio di infezioni (l’epitelio è la prima barriera esterna dell’occhio) e creare, quindi, più disagi dopo l’operazione, quando viene applicata una lente a contatto protettiva. Però è fondamentale che l’intervento venga eseguito da mani esperte e in ambiente sterile.

Con la tecnica epi-on, invece, si lamentano meno fastidi dopo l’operazione e non dovrà essere applicata la lente a contatto di protezione; tuttavia si otterrà una minore penetrazione della riboflavina nella cornea (a livello dello stroma) e, quindi, il risultato potrebbe essere meno soddisfacente.

Come avviene l’intervento?

Si esegue in anestesia topica (collirio anestetico), si effettua l’asportazione del primo strato della cornea (epi-off) oppure non si effettua l’asportazione dell’epitelio (epi-on ), si irriga la cornea con la riboflavina (sostanza fotosensibile che viene somministrata sotto forma di un collirio denso a bassa temperatura) e si irradia la cornea in modo mirato con un fascio di raggi ultravioletti. La procedura dura mediamente trenta minuti circa. Alla fine dell’intervento si applica una lente a contatto morbida solamente se è stato rimosso l’epitelio corneale. La tecnica ha una durata soggettiva e può essere ripetuta.

Yag Laser

Laserterapia retinica (Argon Laser)

Il trattamento yag laser, si effettua in caso di cataratta secondaria (detto Capsulotomia) o come trattamento preventivo per glaucoma (Iridotomia), per glaucoma acuto o in situazioni predisponenti il glaucoma acuto.

Il trattamento è indolore e dura pochi minuti, previa dilatazione della pupilla in caso di capsulotomia, mentre in caso di iridotomia si instillerà un collirio che restringe la pupilla.

ARGON-Laser

 

Come funziona?

Il laser retinico (argon laser) viene usato generalmente per “bruciare” zone della retina malata. In alcuni casi, invece, viene impiegato per fissare la retina sana intorno a zone patologiche (fori o lesioni). L’obiettivo è quello di ottenere delle cicatrici che rinforzino la retina nei suoi punti più delicati.

Cos’è l’argon laser?

È un tipo di laser il cui fascio luminoso – generato grazie all’argon, un gas nobile – ha un’azione termica: riscaldando la zona su cui si punta lo strumento si possono curare una serie di malattie della retina (in virtù di un fenomeno chiamato “fotocoagulazione”).

Quando si utilizza?

L’argon laser viene utilizzato per trattare:

  1. Retinopatia diabetica (forme ischemiche)
  2. Èdemi maculari (raccolta di liquido sotto il centro della retina)
  3. Rotture e le degenerazioni periferiche della retina. In questi casi c’è un elevato rischio che avvenga un distacco di retina.
  4. Occlusioni venose dei vasi retinici.
  5. Retinopatia del prematuro (ROP ).

Come viene eseguito il trattamento?

Al paziente, che deve aver prima firmato il consenso informato al trattamento, viene anestetizzato temporaneamente l’occhio con gocce di anestetico locale. Successivamente si applica una lente a contatto con idonei filtri al trattamento. Il medico utilizza quindi un puntatore per mirare le zone della retina da trattare. Durante la procedura il paziente potrebbe sentire un lieve dolore, a seconda dell’energia impiegata col laser. Al termine del trattamento viene rimossa la lente, si instilla un collirio lubrificante e un antibiotico; poi si può tornare a casa.

Quali precauzioni bisogna prendere prima e dopo il trattamento?

Nei giorni precedenti non è necessario seguire particolari indicazioni se non quelle legate alla malattia di base per la quale si rende necessario il trattamento laser. Il giorno stesso e nei giorni successivi (il cui numero varia a seconda dalla malattia) è invece importante non sottoporsi a compiti faticosi: per questo è possibile che il medico richieda un riposo assoluto. È importante una corretta idratazione e, se richiesto, l’utilizzo d’integratori a base di sali minerali per idratare al meglio il corpo vitreo.

Chirurgia refrattiva

Per la correzione di miopia, astigmatismo, ipermetropia e presbiopia

Chirurgia refrattiva

Cos’è?

Il laser consente la correzione chirurgica dei più comuni difetti visivi ossia dei vizi di refrazione (miopia, astigmatismo e ipermetropia) e, in alcuni casi, anche della presbiopia.

Con questo fascio di luce coerente si può variare la forma della cornea: la superficie oculare trasparente che si trova davanti all’iride è, infatti, una lente naturale di cui si può migliorare la messa a fuoco (“potere diottrico”).

Quali difetti possono essere trattati con laser ad eccimeri?

La miopia, l’ipermetropia e l’astigmatismo (che può essere associato ad altri vizi refrattivi), a cui, negli ultimi anni, si è aggiunta la presbiopia (da valutare però con grande attenzione). Astigmatismo e miopia sono difetti per la cui correzione è necessario asportare una quantità di tessuto corneale maggiore, a parità di diottrie, rispetto all’ipermetropia.

La tecnica punta ad eliminare il difetto visivo rimodellando la cornea, riducendone lo spessore al fine di darle la forma desiderata. Una delle controindicazioni principali è data da una cornea troppo sottile. Quindi il suo spessore va sempre misurato prima dell’intervento (pachimetria corneale). La miopia può essere trattata con successo e senza rischi fino a 10-12 diottrie, valori oltre i quali si presentano seri rischi per l’occhio; lo stesso si può dire per ipermetropie superiori alle 5-6 diottrie, per le quali il trattamento spesso non risulta totalmente efficace.

Quando fare l’intervento?

L’età migliore per sottoporsi all’intervento di chirurgia refrattiva è compresa tra i 25 e i 40 anni, in quanto prima dei 25 anni i difetti di vista possono ancora peggiorare sensibilmente e, dunque, vanificare il trattamento; invece dopo i 40 anni compare la presbiopia e, inoltre, si corrono maggiori rischi di soffrire di occhio secco, aumentando quindi i rischi di bruciore successivi all’operazione. Tra l’altro il difetto refrattivo deve essersi già stabilizzato da almeno uno-due anni.

Ci sono, inoltre, categorie di individui a cui, a causa del tipo di lavoro, hobby o sport, le lenti a contatto o gli occhiali possono dare maggiori problemi rispetto ai rischi legati a un intervento laser.

Alcune persone hanno un difetto visivo con una differenza elevata tra i due occhi; questa situazione non è correggibile completamente con gli occhiali, in quanto il nostro cervello non tollera differenze superiori alle tre diottrie. Le soluzioni sono, allora, la chirurgia refrattiva con laser oppure il corretto impiego delle lenti a contatto. In conclusione la chirurgia refrattiva è una metodica che non ha unicamente finalità estetiche (può consentire di eliminare gli occhiali), ma anche funzionali.

Cosa si deve fare prima dell’intervento chirurgico?

L’impiego delle lenti a contatto va sospeso il più a lungo possibile prima dell’intervento.

L’ entità dell’interruzione dipende dall’occhio; tuttavia non si potrà operare prima di due settimane dalla sospensione. I giorni precedenti l’intervento non bisogna recarsi in ambienti che possano favorire un’infezione oculare; persino una semplice congiuntivite, infatti, potrebbe pregiudicare il risultato.

Che tipo di anestesia si usa?

Per la chirurgia refrattiva mediante laser ad eccimeri si ricorre a un’ anestesia topica (un collirio anestetico): vengono instillate gocce sulla superficie oculare. Chi si sottoporrà all’intervento non avvertirà alcun dolore.

Cosa fare dopo l’intervento?

La chirurgia refrattiva dura pochi minuti e dà risultati immediati. Dopo l’intervento ci si alza dal lettino chirurgico e generalmente già si vede bene. Questo spesso fa sottovalutare i rischi e le raccomandazioni del medico. Invece è importantissimo seguire attentamente le prescrizioni ed effettuare la terapia prescritta con regolarità e precisione. Pertanto, si devono evitare per un certo tempo l’uso di moto o scooter, attività all’aperto, luoghi con molto fumo, così com’è opportuno non andare in piscina (a causa del cloro, che irrita gli occhi). E’ essenziale instillare frequentemente lacrime artificiali ed eseguire una terapie con colliri specifici.

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I trattamenti vengono eseguiti dal Dott. Rapisarda in centri convenzionati o in case di cura private altamente specializzate.

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